Miss Marple, giochi di prestigio

di Agatha Christie

Miss Marple – la più famosa detective di Agatha Christie – sale per la prima volta su un palcoscenico in Italia. E lo fa con la simpatia di Maria Amelia Monti che dà vita a un personaggio contagioso, in un’interpretazione che creerà dipendenza…

Adattando il romanzo, Edoardo Erba riesce a creare una commedia contemporanea, che la regia di Pierpaolo Sepe valorizza con originalità, senza intaccare l’inconfondibile spirito di Agatha Christie. Siamo alla fine degli anni ’40, in una casa vittoriana della campagna inglese. Miss Marple è andata a trovare la sua vecchia amica Caroline, una filantropa che vive lì col terzo marito, Lewis, e vari figli e figliastri dei matrimoni precedenti. Di questa famiglia allargata, fa parte anche un strano giovane, Edgard, che aiuta Lewis a dirigere le attività filantropiche. Il gruppo è attraversato da malumori e odi sotterranei, di cui Miss Marple si accorge ben presto. Durante un tranquillo dopocena, improvvisamente Edgard perde i nervi: pistola in pugno minaccia Lewis e lo costringe a entrare nel suo studio. Il delitto avviene sotto gli occhi terrorizzati di tutti. Ma le cose non sono come sembrano. Toccherà a Miss Marple, in attesa dell’arrivo della polizia, capire che ciò che è successo non è quello che tutti credono di aver visto. Il pubblico è stato distratto da qualcosa che ha permesso all’assassino di agire indisturbato. Come a teatro. Come in un Gioco di Prestigio.

Trama

Stonygates è una grande e vecchia casa vittoriana convertita in istituto di riabilitazione per giovani delinquenti. È gestita da una coppia di ricchi filantropi, Caroline e Lewis. Miss Marple viene convocata da Ruth, vecchia amica di infanzia e sorella di Caroline, perché è preoccupata per la sorella e chiede a Miss Marple di recarsi sul luogo con un falso pretesto per indagare.

Caroline è contenta di riabbracciare la sua vecchia amica e introduce Miss Marple alla vita della casa. Le racconta di come Lewis, il suo terzo e attuale marito, sia impegnato a rieducare i giovani detenuti coinvolgendoli in attività lavorative di vario genere e di come l’attività filantropica sprema le loro energie, e perciò lei soffra di parecchi disturbi e non si senta più tanto in forma. I ragazzi sono confinati nelle ali dell’edificio mentre la famiglia occupa il blocco centrale. L’unica persona che rappresenta quel mondo di ex-delinquenti è Edgard, uno strano ragazzo che soffre di manie di persecuzione e che Lewis si è portato in casa come “segretario”.

Nella grande casa vivono anche Mildred e Gina, figlie del primo matrimonio di Caroline. Mildred è una figlia naturale, mentre Gina, che non ha mai conosciuto la sua famiglia d’origine, è stata adottata. Tra le due sorellastre non corre buon sangue. Mildred sembra uscita da un vecchio libro di chiesa e prova una forte gelosia nei confronti della sorella, che è giovane e graziosa. Gina è da poco sposata con Wally, un americano ex-marine che ha abbandonato gli Stati Uniti per seguire la moglie a Stonygates ed è corteggiata da Alex Restarick, il figlio che il secondo marito di Caroline ha avuto in un matrimonio precedente. Alex ha una forte passione per il teatro e dà una mano ai giovani detenuti ad allestire i loro spettacoli. Ma sembra avere anche una forte passione per la bella Gina che, da parte sua, non disdegna affatto il corteggiamento. Edgard, lo strano “segretario” di Lewis, sembra invece soffrire di manie di persecuzione e deliri di onnipotenza: a una stupefatta Miss Marple confida di essere addirittura il figlio di Winston Churchill. Edgard è stato preso sotto l’ala protettrice di Lewis ma non è molto amato dal resto della famiglia che lo considera un pazzo pericoloso.

Dopo aver conosciuto tutti gli abitanti della casa, Miss Marple intuisce che i timori dell’amica Ruth non sono del tutto infondati. Edgard non è l’unico che sembra avere qualcosa da nascondere, ci sono ombre e tensioni sotterranee anche nella vita di tutti gli altri familiari. L’anziana signora si insospettisce ancora di più quando il figliastro di Caroline, Christian Gulbrandsen, arriva inaspettatamente a Stonygates. Christian è figlio del primo marito di Caroline e da tempo è membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto. Tutti danno per scontato che sia venuto per affari ma dalle conversazioni captate in segreto tra Lewis e Christian, Miss Marple capisce che il vero motivo della visita è un altro: la preoccupazione per la salute di Caroline.

Christian si ritira nella sua stanza per scrivere una lettera importante; improvvisamente la corrente salta lasciando l’intera casa nella semioscurità. Wally esce per cercare di aggiustare il guasto e poco dopo Edgard irrompe nel salotto pistola in pugno gridando di aver scoperto che Lewis è il suo vero padre. Lewis, imperturbabile, trascina il ragazzo nel suo ufficio nel tentativo di farlo ragionare, tra gli sguardi increduli degli astanti. Ma Edgard non si placa: dall’ufficio si sentono arrivare le sua urla isteriche e minacciose. E ad un certo punto, partono dei colpi di pistola. La famiglia è terrorizzata, ma quando la porta dell’ufficio si apre si scopre che Lewis è indenne e Edgard, ora in preda alle lacrime e ai sensi di colpa, ha semplicemente sparato a vuoto colpendo la parete. Mentre tutti si stanno riprendendo dallo shock, si scopre che un delitto c’è stato: Christian Gulbrandsen, chiuso nella sua stanza, è stato ucciso.

Un guasto alle linee telefoniche non consente di avvertire subito la polizia e le comunicazioni sono interrotte. Miss Marple capisce che per l’indagine non c’è tempo da perdere: l’assassino non può essere venuto da fuori. È qualcuno dei familiari che, nascosto nella penombra, è riuscito a raggiungere Christian in camera sua e il ritardo della polizia può dargli un incredibile vantaggio.

Approfittando della sua apparenza innocua, un po’ svampita e cordiale, Miss Marple raccoglie le confidenze di tutti. Scopre che grazie a Christian, Lewis aveva saputo proprio quella sera che qualcuno stava cercando di avvelenare lentamente sua moglie Caroline. Il che dà ragione dei suoi inspiegabili disturbi di salute. Dunque l’assassino aveva voluto chiudere la bocca all’unica persona che poteva portare ad individuarlo. Tutti in famiglia avrebbero tratto vantaggio dalla morte della sua vecchia amica. E tutti, ad eccezione di Edgard e Lewis chiusi a chiave nello studio, avevano potenzialmente avuto l’occasione di compiere il delitto. Ma ciascuno sembra avere un alibi inattaccabile. L’inchiesta informale di Miss Marple sembra girare a vuoto. Finché Alex non le dà la chiave per capire che forse sono stati vittima di un gioco di prestigio. L’assassino ha distratto l’attenzione sulla mano destra, mentre con la sinistra infliggeva il colpo mortale a Christian. All’arrivo della polizia, Miss Marple ha già risolto il caso.

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adattamento teatrale di EDOARDO ERBA

Personaggi  e   Interpreti in o.e.

MISS JANE MARPLE    MARIA AMALIA MONTI

RUTH/CAROLINE    SABRINA SCUCCIMARRA

WALLY     MARCO CELLI

GINA    GIULIA DE LUCA

ALEX/CHRISTIAN    SEBASTIANO BOTTARI

EDGARD    STEFANO GUERRIERI

MILDRED    LAURA SERENA

LEWIS     ROBERTO CITRAN

 

scena LUIGI FERRIGNO

costumi ALESSANDRO LAI

luci CESARE ACCETTA

musiche FRANCESCO FORNI

regia PIERPAOLO SEPE

 

 

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Non stupisce come tra tutti i generi – letterari e non – il Giallo rimanga il più popolare. Come del resto testimonia il proliferarsi di serie tv che portano questo marchio, e quello dei suoi vari sottogeneri: noir, thriller, poliziesco. Ciò che sorprende invece è il fatto che un ambito così truculento abbia tra i capostipiti un’anziana signora inglese, Agatha Christie, e che proprio a lei dobbiamo l’invenzione di una delle prime “criminologhe” della storia: Miss Jane Marple.

Da abile conoscitrice della natura umana, Christie ha saputo sfruttare, come nessun altro, la sottile seduzione che l’uomo avverte nei confronti del suo aspetto più letale, dei suoi istinti più cruenti, e se ne è servita per costruire trame che rimangono tutt’oggi capolavori di suspense e di mistero.

I lavori di Agatha Christie non sono certo una novità per Edoardo Erba, traduttore italiano dei suoi testi teatrali e autore del nostro adattamento, ma è stato solo con l’apporto di un’attrice del calibro di Maria Amelia Monti che è stato possibile immaginarsi di portare per la prima volta sul palcoscenico la sua detective più famosa; Miss Marple, per l’appunto.

Ho lasciato libera Maria Amelia di inventare la ‘suaMarple, e quel che ne è risultato è un personaggio molto diverso dalla placida vecchina di campagna, come siamo soliti vederla. Questa Marple assomiglia molto di più a quella dei primi romanzi della Christie; più dispettosa, rustica e imprevedibile, ma sempre dotata di quella logica affilata che le permette di arrivare al cuore delle vicende. La vediamo seduta a fare la sua maglia, come chi insegue una linea di pensiero intrecciato su se stesso, per sbrogliare la matassa e ritrovare il filo della verità.

Come un fool scespiriano in continuo contrappunto con il resto dei personaggi – indaffarati a inseguire i propri affanni – Miss Marple sottolinea con ironia e leggerezza le ridicole passioni da cui nessuno è immune, restituendoci con sfrontata franchezza la natura umana per quella che è, senza lasciarsi abbindolare dalle maschere che quotidianamente indossiamo per celarla agli occhi degli altri.

Le scene, le luci, i costumi e le musiche, concorrono a costruire un thriller cupo e carico di tensione, continuamente alleggerito dall’intelligente e irresistibile ironia di Maria Amelia Monti.

Bisogna veramente essere dei grandi prestigiatori per raccontare i Gialli, e dove, se non a teatro – il luogo della dissimulazione per eccellenza – può riuscire il trucco più rischioso di tutti?

Pierpaolo Sepe            

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CAROLINE SERRECOLD

È un’americana che vive da quarant’anni in Inghilterra. Ha avuto tre mariti: Gulbrandsen – defunto – da cui ha ereditato una fortuna. Restarick, che è scappato con un’altra, e Lewis, con cui è attualmente sposata. Ha una sola figlia naturale, Mildred. Una adottata, Gina. Christian viene da un altro matrimonio del primo marito, Alex da un altro matrimonio del secondo marito. Tiene insieme tutti, ha una concezione della famiglia molto avanzata per i tempi. Attratta dai filantropi idealisti, severa con se stessa e con gli altri, non manca però di cordialità nei rapporti. Nonostante la salute fragile, è sempre a suo agio e si comporta con disinvoltura in tutte le situazioni. Con Miss Marple non ha la stessa confidenza della sorella Ruth, però è contenta di rivedere una vecchia amica e la tratta con molta familiarità. È felice del suo arrivo soprattutto perché sente che la vecchia amica porta una nota di allegria in una famiglia piena di problemi. Caroline sembra avere dei filtri ideologici che non le permettono di vedere la realtà per quella che è. Non ha una grande sensibilità nei rapporti. Per esempio non si accorge che il suo comportamento con Gina ingelosisce e fa soffrire Mildred, e la sua predilezione per Alex crea problemi a Wally. Personalità forte, donna che si cura poco dei suoi malanni, che non si lamenta, che è completamente identificata con la sua attività, Caroline più che amare il marito di un amore emozionale e passionale, lo rispetta e condivide con lui gli stessi interessi e ideali. È molto accogliente coi figli suoi e degli altri, è tollerante, ma non li vizia, li mette al lavoro. Non ha nessuna considerazione del denaro, che ha sempre avuto in abbondanza. Non ha particolari paure o fobie. È serena, ma mai allegra.

 

LEWIS SERRECOLD

Energico, volitivo. Grande lavoratore, sempre impegnato in qualcosa, è apparentemente umile e alla mano, in realtà pericolosamente megalomane. Il fatto che la sua megalomania sia applicata alla filantropia è accidentale. Sarebbe megalomane in qualsiasi campo. C’è una sproporzione fra quello che vorrebbe essere e quello che è. Aspira a cariche di grandissimo prestigio, forse sogna il Nobel per la pace. Visionario, sembra poco preoccupato delle cose pratiche e quotidiane. Umorale, imprevedibile nelle reazioni, non sembra mai molto presente e reattivo nelle situazioni difficili. Trapassa le persone che ha davanti, a meno che non abbia di fronte qualcuno che gli interessa particolarmente in quel momento. In generale tratta gli altri come fossero ologrammi che si manifestano solo quando lui ne ha bisogno. Il talento organizzativo non gli manca, e anche la capacità di dissimulare sentimenti e stati d’animo per raggiungere i suoi obiettivi. Non ha nessuna simpatia per Miss Marple, ma la tratta con garbo per rispetto dell’amicizia che la lega alla moglie.

 

EDGARD LAWSON

Enigmatico. Introverso. A tratti sembra uno schizofrenico, che vive una realtà parallela di incubi e di fantasmi. A tratti ha una lucidità e una capacità di autosservazione sorprendente, e sembra abbastanza padrone di sé. Vive isolato rispetto al resto della famiglia. Non lega coi giovani, anche se sembra subire il fascino di Gina. Il suo unico riferimento resta nel bene e nel male Lewis Serrecold, il suo benefattore. Che sembra anche l’unico in grado di capirlo e “leggerlo” nei momenti più critici. Non è mai di buon umore, e nella sua voce c’è una nota isterica, come se fosse sempre sull’orlo di una crisi. Detesta gli altri giovani della famiglia, Wally in testa. Da Alex teme di essere preso in giro. Avverte i pregiudizi di Mildred e la evita accuratamente. Con Miss Marple è fin troppo chiacchierone, come se gli ispirasse da subito confidenza. Con lei, che è l’ultima arrivata, sembra capace di aprirsi più che con chiunque altro.

 

MILDRED GULBRANDSEN

È una zitella che dimostra più anni di quelli che ha. Sarà che non è bella, sarà il modo di vestirsi, di muoversi, saranno i modi convenzionali e all’antica, sarà la rigidezza che dimostra in qualsiasi situazione, ma a volte sembra addirittura più vecchia della madre. E infatti fra madre e figlia il ruolo è invertito ed è Mildred che rimprovera Caroline di trascurarsi, di non coprirsi, di stancarsi troppo. Con la madre il rapporto è quasi morboso. La segue, la sorveglia e la serve come un attendente, ma non sembra amarla. Al contrario, in ogni sua battuta c’è rancore e desiderio di rivalsa. Pessimista, spesso acida, non è d’accordo sulla gestione della casa e del riformatorio. Vede troppo lassismo, troppa trascuratezza in tutto. Rimpiange i vecchi tempi. Rimpiange il padre. Con la sorellastra Gina il rapporto è pessimo. Si odiano, e non si risparmiano battutacce a vicenda. Di Gina è gelosissima. Ma anche di Lewis, che le ruba le attenzioni della madre. Di Wally pensa che sia rozzo e succube della moglie. Di Alex pensa che non abbia talento. Di Edgard ha paura. Si sente capita da Miss Marple, perché sa che cosa ha dovuto patire nell’infanzia, quando la predilezione di sua madre per Gina l’ha scalzata dal piedistallo di primogenita. È goffa. Tutto le riesce male. Il suo tono è sempre lamentoso e manca completamente di umorismo.

 

GINA HUDD

Di una bellezza particolare, non comune. Energica, vivace, sempre attiva, le piace vivere, essere sempre al centro dell’attenzione ed essere corteggiata da tanti uomini. Ha sposato Wally che ha conosciuto durante la guerra, come se avesse seguito il sogno di un’altra vita. Sogno che è finito nel momento in cui è riuscita a trascinarlo in Inghilterra a conoscere la sua famiglia. Cinica, insensibile, egoista e crudele come solo i giovani sanno essere. È anche però piena di buon umore, spregiudicata, pronta a ridere e a scherzare. Le piace il cibo, le piace bere. Fuma qualche sigaretta. Caroline ha un debole per lei e Gina ne approfitta senza farsi scrupoli. Trova la sorella noiosissima e insopportabile. Trova il marito altrettanto noioso e depresso. Le piace Alex, perché le dà energia, lui la adula dicendole che potenzialmente è un’artista. Lei sa di essere adulata, ma la cosa le piace ugualmente e la fa sognare. Per tutto il tempo oscilla fra il desiderio di restare fedele al suo “sogno americano” e l’attrazione per la sua famiglia inglese, che Alex rappresenta più di qualsiasi altra persona. Stuzzica perfino Edgard, ma lo umilia appena lui tenta un approccio di qualsiasi genere. Adora Miss Marple, che le pare l’unica dei “grandi” a portare in casa un tocco di sana vitalità, e si confida con lei con una franchezza a volte sconcertante.

 

WALLY HUDD

Americano. Non una bellezza, è innamoratissimo e gelosissimo di Gina. Trascinato in un ambiente che non è il suo, vaga senza trovare un ruolo, e la sua voglia di lavorare e di progredire è frustrata continuamente. Molto maschio, taciturno, ha un complesso di inferiorità rispetto a tutti i membri della famiglia, ad eccezione di Edgard. Vede tutti come sicuri di sé e perfettamente integrati in ruoli che lui non capisce e non accetta. Da quando è in Inghilterra, è cambiato. Il suo buon umore è fermentato, è diventato fetido. La sua voglia di lavorare si è spenta, è diventato pigro e indolente. È ingrassato. Sta male. Odia tutti, e sta cominciando ad odiare anche Gina, che vede flirtare spudoratamente con Alex. Si è richiuso in se stesso, a riccio. Sente di essere in una situazione in cui non può resistere a lungo. Medita grandi gesti, vendette clamorose. Ma non fa nulla, l’ozio e i lussi, che non ha mai provato prima, lo stanno corrompendo. Poco socievole con la suocera, non ha praticamente rapporti con Lewis, e detesta gli altri giovani del gruppo. A volte accentua la sua rozzezza, non usa le buone maniere inglesi per sfregio agli altri. E il suo comportamento lo isola sempre più, in una maniera pericolosa. Miss Marple gli piace. Gli piace quella sua aria campagnola, anticonvenzionale. Benché sia inglesissima, gli ricorda un po’ la campagna americana, di cui ha tanta nostalgia. Confessa a lei quello che non confesserebbe a nessun altro, e si fa consigliare come da una madre.

 

ALEX RESTARICK

Bello, ricco, disinvolto, ha il vento che tira dalla sua parte. È invaghito della musica, della pittura, del teatro. Non ha studiato molto, non ha nemmeno un gran talento. Ma gli piace l’arte perché lo fa sentire un gradino sopra i comuni mortali e gli occupa la mente con pensieri alti, creativi. È esuberante, chiacchierone. Narcisista. Un po’ femminile nei modi. Adora Gina perché è bella, e il fatto che sia sposata e sia una sorellastra – benché non ci siano con lei legami di sangue – lo stimola e lo eccita. I suoi interventi nei confronti di Gina sono una continua provocazione rispetto ai legami della ragazza. Sotto ogni frase che le rivolge è implicita un’intenzione: “Non vedi che io sono molto meglio di lui?” Non ha nessuna simpatia per Lewis, mentre ha un ottimo rapporto con la matrigna Caroline. Ignora Mildred come tutto ciò che è brutto. Edgard gli interessa come caso clinico, come fonte di ispirazione. Ma lo detesta come individuo. Non ha simpatia per Miss Marple, che vede come una ficcanaso moralista, colpevole oltretutto di avere ottimi rapporti con l’odiato Wally. Ovviamente Alex non sfida mai apertamente Wally, non ha nessuna convenienza a mettere la loro rivalità su un piano fisico. Cerca sempre di portarlo in una situazione collettiva in cui l’americano venga umiliato. È perfido, in questo senso.

 

CHRISTIAN GULBRANDSEN

Schivo, di poche parole, riflessivo, solido, capace di prendersi delle responsabilità. Lo vediamo in un momento di grande preoccupazione, è molto concentrato quando arriva, sa che dovrà affrontare una situazione difficile e spinosa. Evita di avere rapporti coi giovani, è interessato solo a Caroline e a Lewis. E tuttavia con Mildred ha un momento di cordialità, da cui si capisce che è anche un uomo buono e affettuoso.

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