Servo per due

di Richard Bean

 

Trama

Depresso, senza soldi e…. affamato! Pippo vaga per la Rimini degli anni ’30 in cerca di una soluzione ai suoi problemi. La trova in Rocco, ambiguo personaggio giunto in città per concludere un affare con Bartolo, padre della sua promessa sposa, la dolce e un poco svampita Clarice.
Pippo diventa così il servitore di Rocco, ma la fame è sempre tanta e, appena ne ha l’occasione, Pippo di nascosto da Rocco, comincia a dispensare i suoi servigi anche ad un secondo padrone, Ludovico. I due padroni ignorano l’esistenza l’uno dell’altro ma, in realtà, si conoscono molto bene e Pippo, servo ingordo e pasticcione, inizia presto a confondersi e a combinar guai.
La vicenda si complica perché la dolce Clarice, in verità, ama ricambiata l’estroso Amerigo e anche al buon Pippo l’amore inizia a far girare la testa, incarnato dalla seducente Zaira. Missive scambiate, ricevute mangiate, bottiglie di vino consegnate per sbaglio: essere il servitore di due padroni è davvero difficile! Ci si mettono anche i camerieri Alfredo e Gennaro a combinarne delle belle e confondere il povero Pippo ancor di più.
Quando il sogno d’amore di Clarice e Amerigo sembra definitivamente infranto, nonostante l’impegno dell’avvocato Altero e dell’amico Livio, e anche le vite di Rocco e Ludovico appaiono giunte all’inevitabile bivio, si svelano gli inganni e pure i malintesi. Riuscirà Pippo a soddisfare la sua fame e conquistare Zaira? L’amore si sa, vince su tutto, o almeno dovrebbe se l’innamorato riesce a smettere di combinare guai… o quasi.

“One man, two guvnors” di Richard Bean
liberamente tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni
tradotto e adattato da P. FavinoP. SassanelliM. NissenS. Solder
regia Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli
scene Luigi Ferrigno
costumi Alessandro Lai
luci Cesare Accetta
musiche dal vivo con l’orchestra Musica da Ripostiglio

In questa stagione teatrale il cast sarà unico per tutta la tournée

 

Sono in treno da Trieste a Firenze, domani sera faremo spettacolo alla Pergola, forse il teatro all’italiana più bello del mondo.
Un anno fa esatto eravamo alla Sala Uno. Uniti dalla voglia di fare qualcosa, di sognare, abbiamo messo in scena 29 spettacoli in due mesi. Marco Balsamo è stato il primo a captare che dietro quella voglia c’era un’energia inconsueta e a crederci. Ci ha dato la possibilità di iniziare a progettare concretamente uno spettacolo, ci ha dato le strutture per poter lavorare e studiare come desideravamo, ci ha messo in contatto con Gli Ipocriti senza la cui fiducia ed entusiasmo niente di tutto questo sarebbe stato possibile.
Queste note non esisterebbero se non ci fossero stati questi incontri e il coraggio di rischiare in proprio avuto da queste persone.
Potrei parlare a lungo del lavoro, del percorso che abbiamo intrapreso per mettere in scena lo spettacolo che state per vedere ma credo che a parlare per noi debba essere lo spettacolo e se non ci riesce potete e dovete farcelo notare.
Quando parliamo di quello che vorremmo costruire con il nostro gruppo ci sentiamo spesso rispondere con la parola Utopia.
Noi preferiamo la parola Sogno o Progetto perché questi ultimi, con il lavoro e la passione sono per definizione realizzabili.
Ora basta con le chiacchiere!
Mettetevi comodi:
‘Ha inizio lo spettacolo’

Pierfrancesco Favino


Tre anni fa Richard Bean, per il National Theatre di Londra, scrive un adattamento de Il servitore dei due padroni di Carlo Goldoni ambientandolo a Brighton negli anni ’60 e lo intitola One man, two guvnors. Lo spettacolo è così divertente che è ancora oggi in scena nel West End registrando il tutto esaurito da tre anni.
Dopo il successo dell’esperienza di REP e del gruppo Danny Rose e dopo alcuni incontri di lavoro con Marco Balsamo abbiamo deciso di cercare un’impresa teatrale che potesse partecipare al progetto One man, two guvnors (Servo per Due); abbiamo così intrapreso quest’avventura con la Compagnia Gli Ipocriti diretta da Melina Balsamo.
Pierfrancesco Favino ed io eravamo consapevoli che sarebbe stata una vera sfida coinvolgere il maggior numero di attori ed attrici del nostro gruppo creando due cast che potessero alternarsi a periodi di due mesi ciascuno. Certo la paura di schiantarci come una nave sugli scogli era sempre presente nei nostri pensieri ma l’abbiamo tenuta a bada.
Da subito si sono aggiunti Alessandro Lai, costumista, Luigi Ferrigno, scenografo e Cesare Accetta per le luci.

Al momento di scegliere il gruppo di musicisti che doveva supportare lo spettacolo, creando intermezzi musicali stile avanspettacolo tra una scena e l’altra, arrangiando le canzoni anni ’30 e portando lo spirito gioioso di cui avevamo bisogno, ho immediatamente proposto il gruppo Musica da Ripostiglio: musicisti e persone meravigliose che hanno immediatamente aderito al progetto.

Insieme a Pierfrancesco Favino, Marit Nissen e Simonetta Solder ho tradotto il testo e ambientato la storia a Rimini nel 1936, trasportando la tipica comicità inglese nel nostro mondo e trovando nuova linfa dall’adattamento; in fin dei conti Carlo Goldoni è italiano!

Sin da subito è stato chiaro che avremmo dovuto fare un’immersione nel mondo della Commedia dell’Arte, passando attraverso seminari di acrobatica, clown e maschera, che sarebbero durati due settimane ciascuno; l’esperienza è stat fondamentale e gradualmente ci ha portati ad un maggior grado di consapevolezza. Successivamente ad ogni attore abbiamo affidato il compito di studiare un’animale che ci sembrasse adatto al personaggio che avrebbe interpretato, per poi inserirlo nel movimento e nel linguaggio, caratterizzandone l’azione.
L’arrivo alle prove di Gabriele Foschi e Fabrizio Angelini ha introdotto il lavoro fondamentale del canto e del ballo che sono parte indispensabile del nostro allestimento. Solo dopo questo processo, abbiamo ripreso in mano il testo.
Se dovessi raccontare questi mesi come un diario non basterebbe un libro. Abbiamo lavorato duro, con passione e dedizione e non senza momenti difficili. È accaduto che a turno ciascuno di noi accumulasse tensioni e qualcuno, magari inforcando il proprio zaino, se ne andasse sbattendo la porta con la promessa/minaccia di non tornare mai più, per poi presentarsi il giorno successivo e dopo un sintetico, doveroso chiarimento, rimettersi a lavorare con la stesso amore di prima. Posso certamente riassumere il tutto con queste parole: “Sbrocco semplice o con zainetto…”.
Le prime conferme del pubblico “pagante” ci hanno dato la consapevolezza che questo percorso era necessario per un risultato eccellente. Quando il pubblico afferma con convinzione “…la cosa bella di questo spettacolo è vedere una meravigliosa collaborazione tra gli attori così rara da trovare…e tutte quelle trovate poi…” non fa altro che confermare che abbiamo raggiunto lo scopo e mi fa ripensare a tutte quelle passeggiate notturne al Testaccio con Pierfrancesco, dove ci venivano idee bizzarre chiedendoci se avrebbero mai funzionato.

Devo aggiungere che senza l’impegno e la generosità di Pierfrancesco Favino non saremmo qui adesso e non scriverei nessuna nota. Quando un attore di grande talento e, soprattutto, amato come lui, sceglie di mettere in scena uno spettacolo che coinvolge 20 tra attori e attrici e 4 musicisti, e poi si sacrifica in prove estenuanti per quasi un anno e rinuncia a tanto, vuol dire che sta e stiamo facendo qualcosa di nuovo in questo momento storico per la cultura di questo paese, ed è esattamente lo spirito di REP e del gruppo Danny Rose nonché de Gli Ipocriti.

P.S. La nave di Servo per due non si è schiantata e non è un caso che assomigli al Rex di Federico Fellini.

Paolo Sasanelli

Nella stagione 2015.16 il cast sarà unico; gli attori che andranno in scena sono (in ordine alfabetico)
Bruno Armando, Gianluca Bazzoli, Pierluigi Cicchetti, Pierfrancesco Favino, Anna Ferzetti, Marit Nissen, Totò Onnis, Diego Ribon, Eleonora Russo, Fabrizia Sacchi, Paolo Sassanelli, Luciano Scarpa, Thomas Trabacchi

personaggi (in o.e.) interpreti
Altero/Bartolo BRUNO ARMANDO
Zaira ANNA FERZETTI
Livio PIERLUIGI CICCHETTI
Bartolo/Altero DIEGO RIBON
Clarice ELEONORA RUSSO
Amerigo LUCIANO SCARPA
Pippo PIERFRANCESCO FAVINO
Rocco/Rachele FABRIZIA SACCHI
Tassista-Barista-Guardia GIANLUCA BAZZOLI
Ludovico THOMAS TRABACCHI
Gennaro TOTO’ ONNIS
Alfredo PAOLO SASSANELLI
La Iolanda MARIT NISSEN


Il progetto

Servo per Due nasce dall’incontro tra l’attore Pierfrancesco Favino e Marco Balsamo; desiderio comune era quello di realizzare un classico rivisitato in chiave moderna cui partecipassero gli attori del Gruppo Danny Rose. Le sinergie aumentarono perché nel progetto fu coinvolta anche la Compagnia Gli Ipocriti che, partendo dallo stesso intento – la rivisitazione di un classico in chiave moderna – aveva preventivato di realizzare una nuova produzione. Si decise di mettere in scena “One Man, Two Guvnors” di Richard Bean tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni allestito al National Theatre di Londra dove stava riscuotendo un considerevole successo. Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli avrebbero curato la regia nonché la traduzione e l’adattamento del testo insieme a Marit Nissen e Simonetta Solder.
Nell’elaborazione del progetto, si decise di realizzare alcuni laboratori cui avrebbero partecipato tutti gli attori del Gruppo Danny Rose; nell’aprile 2013, grazie alla disponibilità del Piccolo Jovinelli di Roma hanno avuto inizio i laboratori di Acrobatica con Massimiliano Dezi, Utilizzo della maschera con Fabio Mangolini, Il Clown nella commedia dell’arte con Leris Colombaioni, Canto corale con Gabriele Foschi. Nei mesi di giugno e luglio si sono svolti i laboratori di Movimenti e gesti coreografici con Fabrizio Angelini e di Analisi del testo a cura di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli. Al termine dei laboratori è stato definito il cast complessivo formato da ventuno attori e quattro musicisti; con l’inizio effettivo delle prove (settembre 2013) sono stati formati i due gruppi, di tredici elementi ciascuno, che si sarebbero alternati nel corso delle recite ad esclusione di Pierfrancesco Favino, Bruno Armando, Gianluca Bazzoli, Ugo Dighero, Diego Ribon ed i quattro musicisti che avrebbero effettuato tutta la tournée.

Le atmosfere rarefatte e piene di nebbia di una Rimini anni ’30, in cui “non tutto è come ci appare”, sono state la chiave che i due registi mi hanno suggerito per realizzare questa comica visione della realtà.
Così palazzi sproporzionati in una Rimini monocolore fanno da fondale a personaggi con caratterizzazioni vivaci, che ricordano cartoline in bianco e nero fotoritoccate.
Stessa leggerezza e voluta semplicità ci accompagnano nelle scene degli interni dove basta un solo particolare a raccontarci l’ambiente e l’epoca, senza entrare in una eccessiva caratterizzazione. La scena quindi è volutamente finta, disegnata, come il drappeggio del sipario che ci permette di passare da un ambiente all’altro.
E così altri particolari scenici si legano ironicamente alle battute degli attori, raccontando un pezzo di storia del nostro paese.

Luigi Ferrigno


Il cinema di Fellini, soprattutto Amarcord ovviamente, ma anche quello di Vittorio De Sica attore giovane, nei film con Assia Noris e Maria Denis, tutto il cinema italiano degli anni ’30 e ’40, sono tra i riferimenti ai quali abbiamo attinto per creare i costumi dello spettacolo.
Ma anche a molti illustratori italiani, e non solo, degli anni ’30 e ’40, per arrivare a sintetizzare e riassumere un gusto e un’idea grafica che si riflettesse sulla creazione dei personaggi, ciascuno definito già dal costume sia nella linea che nella scelta cromatica. Il lavoro preparatorio con gli attori e le attrici è stato fondamentale!
I colori scelti, vivaci e sgargianti sono quelli dei primi film “colorati” e sono volutamente polverosi rispetto alla scenografia contro cui si stagliano. Ciascun personaggio è concepito e disegnato quasi come un fumetto e in questo modo, idealmente, si lega al modello delle maschere della Commedia dell’Arte, presenti nel testo originario di Goldoni dal quale, tutti, siamo partiti. I dettagli sono stati fondamentali, e in questo senso la cura per le acconciature e il disegno delle teste, ha ritrovato me e i registi assolutamente in sintonia nel voler “vedere” anche a teatro dettagli da primo piano cinematografico.
Senza dimenticare, in certi particolari della lavorazione, una voluta semplicità, poetica e malinconica, tipica degli anni ’30 pre-bellici.

Alessandro Lai

Quando i registi Paolo Sassanelli e Pierfrancesco Favino ci hanno chiesto di occuparci delle musiche di Servo per Due abbiamo subito capito che non si trattava del semplice commento musicale alla commedia, ma di un vero e proprio caleidoscopio dentro al quale si trovano commedia, varietà, rivista e macchietta tipiche di quel periodo.
Se da una parte ci hanno dato riferimenti precisi da seguire quali trio Lescano, Natalino Otto etc… dall’altra ci hanno lasciato massima libertà di espressione negli arrangiamenti e nei set live che intervallano le scene dello spettacolo.
Le canzoni che abbiamo arrangiato sono i classici del ventennio fascista (Pippo non lo sa, Mille lire al mese, Il pinguino innamorato, etc…) ma sono presenti anche brani originali che abbiamo scritto appositamente per lo spettacolo (L’orchestrina da Ripostiglio, Tutto sa di te, Swing77, A pranzo con Pippo e la musica del brano Il domani visto da qui sembra bello con il testo di Richard Bean e Grant Olding).
In Servo per Due ci siamo sentiti subito a nostro agio, sia per l’affinità stilistica delle musiche di quel periodo, sia per il bellissimo rapporto che si è instaurato con i registi, la squadra tecnica e con tutti gli attori del gruppo Danny Rose.

Servo per Due? …”L’antidoto al divano e allo sbadiglio!”…
L’Orchestrina Musica da Ripostiglio

Richard Bean nasce ad Hull nel 1956. Dopo la scuola, lavora in un’industria di panificazione prima di laurearsi presso la Loughborough University. Ha lavorato come psicologo e cabarettista. Vive con la sua compagna Erica e due figlie, Tully e Ruby.
Gli sono stati conferiti il Premio Evening Standard ed.2011 categoria miglior commedia per The Heretic e One Man, Two Guvnors, il Premio Critics’Circle ed.2011 per la migliore commedia e il Premio Whatonstage.com ed.2012 per la migliore “nuova commedia” entrambi per One Man, Two Guvnors.
Tra i suoi lavori per il teatro ricordiamo England People Very Nice (in nomination come miglior nuova commedia al premio Olivier); The English Game; Up On Roof (in nomination come commedia dell’anno premio TMA); In The Club; The Hypochondriac adattamento da Moliere; Harvest (in nomination come miglior commedia ai premi Evening Standard ed Olivier; vincitore del premio Critics’ Circle come miglior nuova commedia); Honeymoon Suite (commedia dell’anno premio Pearson); Under The Whaleback (premio George Devine).

stagione 2015