Sguardi

di Autori vari

Regia Giuseppe Bertolucci
scene Bruno Buonincontri
costumi Giuliana Colzi
luci Cesare Accetta
musiche Pasquale Scialò
Interpreti principali: Isa Danieli, Patrizia Monti, Antonio Spadaro, Niko Mucci e 5 orchestrali.

  • OUVERTURE DI ISA Gigi Esposito
  • ‘NA SERA N’ATA SERA Michele Sovente (poesia)
  • SANTAMERICA Paolo Conte prima esecuzione italiana (testo e musica)
  • FILUMENA MARTURANO (La preghiera della Madonna delle rose) Eduardo De Filippo musica Pasquale Scialò
  • HO PORTATO LA MIA PENA Vladimir Vysotskij (canzone)
  • ‘O SCHIAFFO Pacifico Vento- Ferdinando Albano
  • SOTTO A’ STA MURATA cantata popolare
  • FERDINANDO (l’incontro con Ferdinando) Annibale Ruccello
  • NON MI SECCARE Gigi Pisano – Giuseppe Cioffi (macchietta)
  • LUPARELLA Enzo Moscato (frammento)
  • BAMMENELLA Raffaele Viviani (canzone)
  • SALLY Vasco Rossi (canzone)
  • AVVERTIMENTO Raffaele Viviani (poesia)
  • CIUCCULATINA D’ ’A FERROVIA Venosa – D’Angelo – Narretti (canzone)
  • AMORE E MAGIA Lina Wertmüller
  • NINNA NANNA Pasquale Scialò testo tradizionale
  • IL TABACCO FA MALE (Iª parte) Anton Cechov
  • IL MATEMATICO Carlo Veneziani – Nicola Valente
  • IL TABACCO FA MALE (IIª parte) Anton Cechov
  • NUN TE SCURDA’ ‘O GAROFANO Mario Schiano – Enzo Vittoriani
  • BAGAGLIO A MANO Gigi Esposito (poesia)
  • TRIANON/RONDÒ Enzo Moscato – Pasquale Scialò
  • ROSA MORETTI Gigi Esposito (poesia)

A volte il regista è un dittatore, a volte un maggiordomo, a volte è il viaggiatore fortunato, che capita in un luogo magico e meraviglioso.
Questo mi è successo con Isa Danieli e con il suo inesauribile repertorio napoletano.
Mi ha fatto entrare nella dimora della sua memoria scenica e della sua sapienza di attrice e sono rimasto lì a guardarla e ad ascoltarla ad occhi spalancati e a bocca aperta, come al cinema da bambino.
Forse per questo mi è tornata alla mente quell’immagine di Hopper con la mascherina assorta nei suoi pensieri mentre sullo schermo – quasi fuori campo – si intravedono le ombre di un film.
A volte il regista è soprattutto lo spettatore clandestino e privilegiato di un talento al lavoro.
Giuseppe Bertolucci

Penetrare all’interno di un quadro e cercare di portare fuori tutto il suo mondo di spazi, di colori e di segreti nascosti, ricostruire tridimensionalmente la sua bidimensionalità, è compito assai difficile e si rischia di tradirne i sapori e le atmosfere. Ma quando Giuseppe Bertolucci mi sottopose una immagine di Hopper, mi innamorai letteralmente del mistero di quella mascherina che si appoggia stancamente a una parete, della luce calda, scura che emana da quella tenda di foyer di un ancor più misterioso cinema. Decisi immediatamente che sarebbe stata la mia sfida. Non si sa se la vincerò, mi ci calerò dentro e cercherò di portare in superficie tutto il mistero che mi ha conquistato, forse cercando di capirne il perché.
Bruno Buonincontri

Disegnare l’immagine di un corpo, prendere le ‘misure per vestirne il gesto’ fa parte del mestiere.
Ma vedere ‘festeggiato’ il proprio lavoro, accade poche volte, forse per magia, ma io credo più nel riconoscersi e in qualche modo nell’appartenersi.
Con Isa mi è successo. E anche questa volta la sfida è stata alta, perchè era un gioco gran parte della sua memoria.
Spero che il mio sguardo sia stato all’altezza.
Giuliana Colzi

Un percorso, un delirio e un canto che tra riso e pianto sovrappone l’attrice e la persona alla città.
In un incontro d’amore e odio, ma comunque di appartenenza forte.
Parole. Parole recitate e cantate, pescate non a caso, dal cuore più profondo, dove l’amore diventa grido disperato ma anche sberleffo e riso, verso una vita e una natura che è propria di questa città, che tutti cercano di capire e di spiegare, per essere spiazzati poi, nello sforzo successivo di comprenderne l’altro lato: quello magico, misterioso e disincantato che si fa sguardo tenero a volte arcigno ma intelligente e lieve nei poeti che abbiamo saputo amare.
Gigi Esposito

Un omaggio a Isa, compagna coraggiosa del nostro viaggio teatrale.
A volte percorso nei solchi della tradizione, a volte lungo insoliti sentieri.
Una pluralità di sguardi che oggi guida ancora un altro incontro con materiali editi e inediti a coprire un ampio arco temporale dai primi del Novecento ai giorni nostri.
Una galleria di sguardi che dall’espressività visiva di un volto invade anche il campo sonoro attraverso il corpo della voce attoriale e le sue sfumature interpretative.
Con la complicità di un gruppo strumentale da camera, e la “visione” appassionata di Giuseppe Bertolucci, risuonano le voci di Isa e sonorizzano le azioni.
Pasquale Scialò

stagione 2004