Non ti pago riparte da Salerno
By ipocriti
Grande successo per la prima salernitana di Non ti pago. Dopo la pausa natalizia, la tournée è ripartita dal Teatro Verdi. Lo spettacolo, ultima regia di Luca De Filippo, sarà in scena fino a domenica 18. A dieci anni dalla sua prematura scomparsa torna a risplendere uno dei gioielli del repertorio eduardiano. Carolina Rosi, infatti, ha voluto riprendere lo spettacolo come omaggio a suo marito ma soprattutto per far rivivere al pubblico, anche quello più giovane, una importante pagina del teatro italiano chiusa troppo presto. La tournée iniziata a fine novembre sta rinnovando di piazza in piazza un successo straordinario, registrando il tutto esaurito e riscontrando nel pubblico un calore, una gratitudine e un’emozione che testimoniano la voglia di continuare a godere del teatro di Eduardo De Filippo.
Non mancheranno comunque le novità. Ad interpretare il ruolo di Ferdinando Quagliuolo, con la sua ironia “agrodolce”, ci sarà Salvo Ficarra, interprete di straordinaria sensibilità che con estremo piacere e onore ha accettato questa sfida. Saprà dare al personaggio protagonista della commedia una caratterizzazione intrisa di leggerezza e spessore, di comicità e di toni chiaroscuri riuscendo ad instaurare un dialogo continuo con il pubblico.
“Ho deciso di riportare sulle tavole del palcoscenico la commedia Non ti pago – sottolinea Carolina Rosi – per omaggiare Luca certo, ma soprattutto per restituirlo al suo pubblico che continua ad amarlo e a quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo come persona e di applaudirlo in teatro”.
La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, sotto l’attenta guida di Carolina Rosi, torna a calcare i palcoscenici italiani più importanti. Il Teatro San Ferdinando, “il Teatro di Eduardo”, vedrà di nuovo insieme gli attori e i tecnici che hanno lavorato fianco a fianco con Luca De Filippo, felici di intraprendere questa nuova avventura. Tutto come allora! Saranno riprese la scena, i costumi, i fondali, gli oggetti conservati intatti per riprendere un lungo viaggio troppo presto interrotto.
“Curando l’allestimento sapevo che, pezzo dopo pezzo, insieme ai costumi, alle scene, alle musiche, i ricordi mi avrebbero rintracciata … – afferma Carolina Rosi – e alla gioia di ritrovarmi nei teatri, si sarebbe silenziosamente insinuata in me e senza chiedermi permesso, anche quella sofferenza che si prova nell’affrontare la memoria delle perdite, ma con la consapevolezza che, quella memoria, diventa poi parte di noi, non ci abbandona mai e ci rende ciò che siamo”.
“[…] mi tremano i polsi, perché è come entrare nel presepe. Mi impaurisce ma, d’altro canto, sono incosciente e penso che nella vita bisogna fare qualcosa di diverso per divertirsi” racconta Salvo Ficarra “I testi che non si devono toccare facendoli diventare polverosi, non mi piacciono. Mi piacciono le cose che si possono tenere vive come il teatro di Eduardo. La molla che mi ha spinto è l’emozione nel ricordare e omaggiare Luca nell’anno in cui ricorrono i 10 anni della sua morte e che purtroppo non ho avuto il piacere di incontrare.”
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Ficarra: “Interpretare Eduardo è come entrare nel presepe. C’è un pezzo di lui in tutti noi” | VIDEO
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