Dopo Trento, si attende la nuova stagione
By ipocriti
Un grazie sentito al pubblico del Teatro Sociale di Trento che domenica 19 aprile ha applaudito calorosamente l’ultima replica della tournée 2025-2026 di People, Places & Things. Non si sono ancora chiusi i bauli che già si pensa alla nuova stagione per continuare un viaggio bellissimo, iniziato lo scorso febbraio a Todi, e che ha visto lo strepitoso successo di un testo contemporaneo che sa parlare a un pubblico trasversale arricchendo lo spettatore in modo unico. Sono tanti i teatri italiani che ospiteranno lo spettacolo nella stagione 2026-2027. Si sta lavorando proprio in queste ore per definire gli ultimi ritocchi al calendario. Seguite il nostro sito e i nostri canali social per essere informati sulle prossime conferenze stampa e per avere maggiori info e scoprire tante curiosità sui nostri artisti.
Lo spettacolo, con la regia di Pierfrancesco Favino, vede protagonista una intensa Anna Ferzetti nei panni di Emma, attrice e donna inquieta, che condivide il palco con Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi, Totò Onnis, e al loro fianco i giovani Luca Massaro, Maria Giulia Toscano, Giorgio Stefani, Sofia Capo, Gabriele Badaglialacqua, Marta Virginia Morgavi. Tutto inizia quando Emma è in scena, è Nina ne Il Gabbiano di Cechov. Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri. Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? Nina sta per cadere giù dal palco … o forse è Emma che sta scivolando via. Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto.
Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra. A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare – afferma Pierfrancesco Favino – in un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.