Nuovo tour per People, Places & Things
By ipocriti
Riparte dal Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino, domenica 18 ottobre alle ore 17, la tournée di People, Places & Things.
Il viaggio di Anna Ferzetti con i suoi colleghi Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi, Totò Onnis e ancora Luca Massaro, Gabriele Badaglialacqua, Sofia Capo, Marta Virginia Morgavi, Giorgio Stefani e Maria Giulia Toscano, iniziato lo scorso febbraio a Todi, riprende per toccare anche quest’anno numerose città italiane. Guidati dall’attenta e preziosa regia di Pierfrancesco Favino, metteranno in scena un testo contemporaneo, scritto dall’autore britannico Duncan Macmillan e tradotto da Monica Capuani, che sa parlare a un pubblico trasversale arricchendo lo spettatore in modo unico. Sono tanti i teatri italiani che ospiteranno lo spettacolo nella stagione 2026-2027 che si concluderà al Teatro Galli di Rimini nel prossimo febbraio. Il cast è impegnato in queste ore nelle prove prima del debutto di domenica.
Lo spettacolo vede protagonista una intensa Anna Ferzetti nei panni di Emma, attrice e donna inquieta, che intraprende un sofferto percorso di riabilitazione per sconfiggere la sua dipendenza da alcol e droga. Tutto inizia mentre Emma è in scena, è Nina ne Il Gabbiano di Cechov. Kostja, le parla, lei risponde ma non sa dove mettere le mani; non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri. Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? Nina sta per cadere giù dal palco … o forse è Emma che sta scivolando via. Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto.
Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra. A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare – afferma Pierfrancesco Favino – in un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.
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