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Predatori di pianura (titolo provvisorio)

di Andrea Pennacchi

Un omaggio a un grande autore che sa che la vita è tragedia e commedia mescolate insieme.

scritto da ANDREA PENNACCHI

liberamente tratto da Bilora di Ruzante

 

 

con

ANDREA PENNACCHI

 

e con due attori in via di definizione

 

regia

GABRIELE VACIS

 

 

Una coproduzione

Gli Ipocriti Melina Balsamo TSV – Teatro Stabile del Veneto

 

 

 

*La foto di Andrea Pennacchi è di Sonia De Boni

Dopo il grande successo di Arlecchino?, continua la collaborazione di Andrea Pennacchi con Gli Ipocriti Melina Balsamo e il TSV – Teatro Stabile del Veneto per un nuovo entusiasmante progetto.

Non è vero che la storia si ripete sempre uguale, anche se a volte sembra di sì, quello che si ripete sempre è il modo che hanno gli uomini di reagire al pesante tallone della storia. È questo che rende il teatro sempre attuale: riconosciamo anche in personaggi lontani da noi nel tempo le stesse reazioni, le stesse speranze o paure che avremmo noi al loro posto, anche se – in certi casi – non siamo disposti ad ammetterlo apertamente.
Ed è per questo che Ruzante (“il nostro Shakespeare” lo definì Dario Fo) è ancora così cogente, interessante, capace di farci ridere amaro su fatti che credevamo lontani e invece son nostri, su facce che credevamo sconosciute e invece sono nostre.
Bilora (“donnola”) è un piccolo predatore, un mezzo criminale costretto a migrare nella grande metropoli di Venezia, per “amore”, dice lui, perché un ricco gli ha rubato la femmina – che è sua di proprietà – e le cose non possono che finire male.
Un omaggio a un grande autore che merita più considerazione, un autore pavano nella lingua ma universale nei racconti, un uomo che sa che la vita è tragedia e commedia mescolate assieme. 
Andrea Pennacchi