Le Regole per Vivere

di Sam Holcroft

uno spettacolo non convenzionale ……… solo lo spettatore conosce le regole del gioco……

traduzione di Fausto Paravidino

con LISA GALANTINI  ALESSIA GIULIANI/MARIELLA SPERANZA*  ALBERTO GIUSTA

DAVIDE LORINO  ORIETTA NOTARI  ALDO OTTOBRINO/ROBERTO SERPI*

e con CATERINA TIEGHI

scene LUIGI FERRIGNO         costumi ALESSANDRO LAI

luci MICHELE VITTORIANO     progetto video LORENZO LETIZIA

il brano Credevo è scritto e interpretato dai Bettedavis

regia ANTONIO ZAVATTERI

*per le recite a partire dal 20 dicembre 2019 e per tutto il 2020 in scena ci saranno gli attori Mariella Speranza e Roberto Serpi al posto Alessia Giuliani e Aldo Ottobrino

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una coproduzione Gli Ipocriti Melina Balsamo – Teatro Stabile di Verona

Le Regole per Vivere è una divertente commedia che prende spunto da una riflessione di tipo psicoanalitico, anzi da un esperimento che vuole rispondere ad una domanda: cosa succederebbe se i principi della teoria cognitivo-comportamentale fossero applicati ad un pranzo di Natale di una famiglia-tipo?

Questi principi altro non sono che…. Le Regole per Vivere! Quelle regole che noi tutti utilizziamo, in maniera inconsapevole, per sopravvivere in determinate circostanze come durante un Natale in famiglia.

Nella pièce, solo al pubblico vengono mostrate le “regole” che definiscono i rapporti tra i personaggi i quali, inconsapevoli di applicarle, ignorano i rischi che potrebbero correre qualora ne saltassero una.

Il palcoscenico diventa, così, un campo minato e, al contempo, un campo di gioco.

Per il pubblico, spettatore onnisciente capace di anticipare i risvolti esilaranti del gioco de “Le Regole per Vivere”, il divertimento è garantito!!!

Note di regia

Le Regole per Vivere mette in scena un pranzo di Natale di una famiglia particolarmente logorata: genitori anziani ormai incrostati di manie e di abitudini, figli non più giovanissimi gonfi di rancore nei confronti di papà e mamma, incastrati in relazioni di coppia a dir poco complicate e frustrati da vite professionali che non hanno avuto il fulgore previsto in gioventù.
Tutti quanti fortemente caratterizzati da modalità di comportamento che fanno di loro delle ‘maschere’ profondamente umane e in cui è molto facile riconoscersi.
L’autrice/scienziata Sam Holcroft riesce a costruire un’impressionante e originale macchina teatrale: mette noi spettatori in una condizione di gioco attivo comunicandoci, con scritte e cartelli, determinate caratteristiche dei personaggi legate a tic e nevrosi che li determinano.
Una sorta di dissezione dei comportamenti e delle relazioni, che produce un’architettura comica di incredibile efficacia.

Una festa consueta che, pian piano, diventa una disastrosa giornata particolare.
Antonio Zavatteri

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